Schema d’impianto di riscaldamento: definizione e utilizzi
- 12 Dicembre 2025
- E-Lab Formazione
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Lo schema di un impianto di riscaldamento è la rappresentazione grafica delle componenti dell’impianto (caldaia, tubazioni, radiatori, pompe, valvole ecc.), collegate tra loro per distribuire il calore nell’edificio.
Serve a:
- pianificare e documentare la disposizione dell’impianto, garantendo un funzionamento efficiente e sicuro, aiutando l’installatore a capire come realizzare il circuito idraulico
- fornire al cliente e agli enti coinvolti (Comune, ENEA, ecc.) la visione complessiva dell’impianto termico.
Dal punto di vista normativo, secondo DM 192/2005 e s.m.i., lo schema dell’impianto è parte obbligatoria della documentazione di progetto.
Anche nella dichiarazione di conformità finale (DM 37/08) lo schema fa parte degli allegati obbligatori.
Il dettame normativo quindi, diventa supporto indispensabile al fine dell’ottenimento dell’ agibilità e redazione degli attestati di prestazione energetica.
Componenti fondamentali dell’impianto e simbologia
Un impianto di riscaldamento è costituito da più elementi chiave. I componenti principali comprendono:
- Generatore di calore (caldaia a gas, a condensazione, pompa di calore, stufa a pellet o altro) che produce acqua calda o aria calda. Spesso include scambiatori di calore e bruciatori.
- Circuito di distribuzione idraulica, ovvero le tubazioni (tubi in rame, multistrato o plastica), collettori e raccordi che veicolano l’acqua calda dal generatore ai corpi scaldanti e viceversa.
- Terminali di emissione del calore: tradizionalmente radiatori in ghisa, acciaio o alluminio (o caloriferi), ma anche pannelli radianti a pavimento/soffitto, ventilconvettori e scaldasalviette, che trasferiscono il calore all’ambiente.
- Dispositivi di regolazione e sicurezza, come valvole termostatiche (installate sui radiatori o sui collettori), valvole di zona, termostati ambiente o cronotermostati. Fanno parte anche pompe di circolazione e vaso di espansione (aperto o chiuso) per compensare le variazioni di volume dell’acqua riscaldata.
- Strumenti di controllo e contabilizzazione, come sensori di temperatura, contatori di consumo e valvole di sfiato.
La norma tecnica UNI 9511-1:1989 (in vigore) stabilisce i segni grafici base per impianti idrici, termici e gas. In particolare, sono le UNI 9511 e UNI 6007 (ora sostituita) a definire i simboli per ogni componente.
Tipologie di impianti di riscaldamento
Esistono vari tipi di impianti di riscaldamento, differenziati per fonte di calore, tipo di diffusione del calore e modalità di controllo. Di seguito le principali categorie:
Tipologia | Vantaggi | Svantaggi |
Impianto a radiatori tradizionali (caldaia + termosifoni) | Costo iniziale contenuto; installazione relativamente semplice e veloce; riscaldamento rapido dell’ambiente. | Efficienza inferiore (richiede alti °C al generatore); comfort meno uniforme; dispersioni più alte; dimensionamento puntuale necessario. |
Impianto a pavimento radiante (caldaia o pompa di calore + serpentine sotto massetto) | Temperatura operativa bassa (maggiore efficienza energetica); comfort elevato con distribuzione uniforme del calore; arredo senza ingombri a parete. | Costo di installazione e materiali più elevato; tempi di reazione lunghi (massa del pavimento); interventi di manutenzione più complessi. |
Impianto con ventilconvettori (caldaia + unità a ventilazione) | Sistema rapido di riscaldamento/raffrescamento; dimensioni compatte; facile integrazione con impianti di condizionamento o pompe di calore. | Necessità di controsoffitti o spazio per le unità; filtri da pulire periodicamente; rumorosità delle ventole; costi medi. |
Realizzazione dello schema di impianto
In aggiunta è bene fare una distinzione tra impianti autonomi (ogni appartamento ha la propria caldaia o pompa di calore) e impianti centralizzati (una sola centrale termica alimenta più unità abitative). Gli impianti autonomi offrono controllo e consumo separato per ogni utenza, mentre quelli centralizzati possono beneficiare di economie di scala ma richiedono un progetto più complesso e un eventuale ripartizione delle spese di riscaldamento tra condomini. Esistono poi impianti integrati con altre fonti come pannelli solari termici per supporto all’ACS o alla climatizzazione.
In ogni caso lo schema di progetto deve tener conto delle specificità di ciascun tipo (numero di circuiti, tubazioni, generatori).
Lo schema di progetto si realizza durante la fase progettuale o di ristrutturazione dell’impianto.
L’iter tipico prevede:
- analisi del fabbisogno termico dell’edificio (secondo EN 12831 o UNI TS 11300) per dimensionare la potenza necessaria;
- scelta del generatore di calcolo delle portate idrauliche, considerando i terminali (radiatori, pannelli) e le perdite di carico;
- redazione dello schema funzionale o di principio, che evidenzia le connessioni tra generatore, pompe, vaso d’espansione, collettori e terminali;
- elaborazione di planimetrie con rappresentazione topografica delle tubazioni (per es. schema unifilare semplificato o planimetria con tracciati);
- definizione del sistema di regolazione (valvole, cronotermostati, sensori).
Chi realizza lo schema è tipicamente l’installatore termoidraulico o il tecnico incaricato dal committente. Per impianti di piccole-medie dimensioni spesso il professionista (perito, geometra, idraulico abilitato) redige lo schema e la relazione tecnica; per impianti di potenza superiore (ad esempio >50 kW totali) è richiesto il progetto firmato da un ingegnere abilitato.
I dati risultanti dallo schema (lunghezze tubazioni, diametri, portate, schema di comando) servono poi per dimensionare le pompe di circolazione, i dispositivi di sicurezza e preparare i disegni di montaggio. Il documento finale è in genere un elaborato tecnico contenente: disegni di schema idraulico, planimetrie con posizionamento caldaia e corpi scaldanti, calcolo delle potenze e relazione tecnica.
Normative e adempimenti
La progettazione e installazione degli impianti di riscaldamento in Italia è regolata da diverse norme:
- D.Lgs. 192/2005 (recepimento direttiva EPBD) e D.Lgs. 48/2020: aggiornano le regole sulle prestazioni energetiche degli edifici. In questo contesto lo schema di riscaldamento entra nelle verifiche di efficienza e nel catasto degli impianti.
- D.M. 37/2008 (ex L.46/90): normativa sugli impianti negli edifici. Prevede che al termine dei lavori l’installatore rilasci una Dichiarazione di Conformità dell’impianto (secondo i modelli aggiornati dal D.M. 19/05/2010). Questa dichiarazione deve essere corredata dagli allegati obbligatori, tra cui lo schema esecutivo dell’impianto termico. L’installatore consegna la Dichiarazione (con copia dello schema e planimetrie) al committente e ne deposita copia presso lo Sportello Unico per l’edilizia del Comune entro 30 giorni dalla fine dei lavori.
- UNI e norme tecniche: forniscono indicazioni sul dimensionamento e sull’esecuzione dell’impianto di riscaldamento e sono di riferimento per il calcolo delle prestazioni e del corretto schema distributivo.
Infine, all’installazione si collega il libretto di impianto termico (DPR 74/2013), che raccoglie i dati tecnici e le verifiche periodiche. Lo schema di riscaldamento fa parte delle informazioni di base da annotare nel libretto, benché venga redatto dall’installatore all’inizio dell’opera.
Consegna e validazione dello schema di impianto di riscaldamento
Documentazione obbligatoria al termine dei lavori
Una volta completata l’installazione dell’impianto termico, l’installatore è tenuto a consegnare al committente una serie di documenti tecnici e amministrativi obbligatori, tra cui:
- Gli schemi funzionali e planimetrici dell’impianto installato;
- Le schede tecniche dei componenti utilizzati (generatori, valvole, pompe, ecc.);
- La Dichiarazione di Conformità prevista dal DM 37/2008, firmata dal responsabile tecnico.
Questa documentazione deve rappresentare fedelmente quanto realizzato, compreso lo schema dell’impianto che evidenzi i collegamenti tra generatore, reti di distribuzione, terminali, valvole, pompe, sistemi di regolazione e dispositivi di sicurezza.
Obblighi
Oltre alla consegna al cliente, l’installatore ha anche obblighi verso le autorità pubbliche. In particolare, la Dichiarazione di Conformità completa di allegati (compreso lo schema dell’impianto) in caso di nuovo impianto, per il tramite del tecnico incaricato per l’ottenimento dell’agibilità, deve essere depositata presso il Comune (allo Sportello Unico per l’Edilizia – SUE) entro 30 giorni dalla fine lavori.
Questa procedura è indispensabile per aggiornare la pratica edilizia, ottenere l’agibilità e certificare la sicurezza dell’impianto.
In caso di impianti più complessi, come centrali termiche superiori a 35 kW alimentate a combustibile , impianti aziendali o industriali, è obbligatorio presentare lo schema e il progetto tecnico agli enti di controllo, in particolare:
- INAIL, per la messa in servizio e il rilascio del nulla osta di sicurezza;
- Vigili del Fuoco, se l’impianto rientra nelle attività soggette a controllo antincendio.
Tali impianti richiedono spesso anche la redazione del fascicolo tecnico e della valutazione del rischio per la sicurezza.
Dove va incluso lo schema di impianto
In sintesi, lo schema dell’impianto di riscaldamento è parte integrante della documentazione tecnica ufficiale. Deve essere:
- Consegnato al committente, come parte della dichiarazione di conformità;
- Allegato alle pratiche edilizie comunali (CILA/SCIA, richiesta agibilità);
- Integrato nella relazione energetica secondo le norme UNI/TS 11300 e UNI EN 12831;
Utilizzato per i controlli futuri, sia da parte degli enti pubblici sia da tecnici manutentori o progettisti in caso di modifiche.
Considerazioni finali
Lo schema dell’impianto di riscaldamento non è un semplice disegno, ma uno strumento tecnico legale essenziale. Deve essere redatto da un tecnico abilitato – come un installatore certificato, un geometra o un ingegnere termotecnico – e deve rispettare le normative nazionali e internazionali.
Grazie a uno schema preciso e ben redatto, è possibile garantire un’installazione conforme, sicura, efficiente e facilmente manutenibile nel tempo. È quindi un passaggio fondamentale da non sottovalutare né per i progettisti né per gli installatori professionisti.
